Testimonianza

La "Testimonianza" con l'applauso e la benedizione

Jacek Szczerba, Cittá del Vaticano
2008-10-30, ostatnia aktualizacja 2008-10-30 15:17
Benedykt XVI i Lech Wałęsa podczas premiery
Benedykt XVI i Lech Wałęsa podczas premiery "Świadectwa" w Watykanie / Pope Benedict XVI and Lech Walesa on the premiere of "Testimony"
Fot. ANDREW MEDICHINI AP

Con un applauso tempestoso e con la benedizione di Papa Benedetto XVI (il quale ha espresso la sua certezza che "Giovanni Paolo II dal Cielo e ora qui con noi", e poi ha abbracciato Lech Wałęsa e Kazimierz Marcinkiewicz) si é conclusa ieri sera a Vaticano la prima mondiale del film "Testimonianza" di Paweł Pitera.

Il film, in parte documentario, dopo la proiezione descritto dal Papa Benedetto come "un commovente racconto cinematografico", é composto da: ricordi di Cardinale Dziwisz su Karol Wojtyła, narrazione eseguita dall'attore Michael York, avente per scopo l'avvicinamento degli eventi storici, piu' materiali documentari e ricostruzioni narrative.

Una cosa é certa - tutti questi elementi sono messi insieme in una maniera cosi' fluida che ogni tanto é difficile capire dove finisce il documentario e dove inizia la ricostruzione. Un buon esempio di tale tecnica é il racconto sull'attentato di Fatima, praticamente sconosciuto finora: nel 1982, durante il pellegrinagio papale al santuario portoghese, Giovanni Paolo II fu ferito con un pugnale da un monaco pazzo spagnolo - Juan Fernandez Krohn. Dziwisz, infatti, afferma che il fatto é tenuto nascosto per tanto tempo.

L'elemento del film meno riuscito sono le ricostruzioni, o almeno alcune di esse. Proprio quelle, girate in maniera troppo sentimentale e pittoresca, fanno capire che il film, secondo le intenzioni degli autori, vuole attirare un vasto pubblico estero: ecco il padre,in uniforme militare, che intona la preghiera; ecco la madre che bacia la fronte al piccolo Karol; ecco il Wojtyła stesso da grande, che celebra la messa in montagna - non davanti all'altare, ma davanti ad una valigetta dalla quale tira fuori il calice.

Le ricostruzioni migliori sono due: il frammento che descrive le famose fughe in montagna dove il Papa scappava a sciare -eccolo, incappucciato nasconde il volto dietro un giornale, l'altro invece ricostruisce l'incontro di Giovanni Paolo con Lech Wałęsa, durante il pellegrinaggio del 1983, ostacolato dal generale Wojciech Jaruzelski. L'evento storico ebbe luogo in un rifugio montanaro in Valle Chochołowska. Il servizio segreto della Sicurezza Interna polacca ha "lardellato" la stanza con degli impianti per l' intercettazione, invece il Papa ha semplicemente portato Wałęsa a una chiacchierata fuori.

Ma piu' interessanti mi sembrano i materiali d'archivio. Non ho visto mai prima le foto di Wojtyła sul treno durante il viaggio per il Concilio Vaticano II. Questi materiali hanno d'altronde una maggiore forza dramaturgica rispetto alle ricostruzioni. Il film inizia e chiude con i due piu' drammatici momenti del pontificato: uno, durante i funerali del Papa, quando la faccia del defunto viene coperta con tessuto, l'altro, a Pasqua 2005, quando il Papa gravemente malato non é piu' in grado di dare al mondo la benedizione "Urbi et orbi".

Paweł Pitera nel suo filmico approccio al personaggio di Wojtyła si concentra sopprattutto su due aspetti importanti del fenomeno. Il primo riguarda le innovazioni e idee che Wojtyła - come Papa - ha proposto al mondo. Qui, subito viene in mente la scena del pellegrinaggio papale in Polonia del 1979 e le famose parole: "Che venga il Tuo Spirito e rinnovi il volto della terra! Di questa terra!" Il narratore non ha dubbi che questo fu l'inizio della fine del comunismo. Il secondo invece é un approccio psicologico a Wojtyła - come uomo.

Durante la proiezione nell'aula vaticana Paolo VI due volte si é sentito l'applauso - quando abbiamo visto Papa Wojtyła insieme al cardinale Ratzinger, peró il pubblico ha accolto in particolar modo anche i frammenti personali e scherzosi, ad esempio: il passo dove un gruppo di africani canta "Tanti auguri"?al Papa in polacco, e lui dirige il coro, oppure quando fa lo spettatore a un rodeo-show in Messico. Abbiamo visto anche il Papa a studiare il giapponese e a partecipare nella messa in Giappone, qunado comincia a cantare,i giapponesi - per farlo sentire meglio - subito gli avvicinano un microfono, e lui canta con la testa appoggiata sul una mano.

Grazie al film veniamo a sapere di alcuni particolari della vita personale di Papa sconosciuti finora: cardinale Dziwisz racconta che a Wojtyła piacevano i dolci al papavero, portatigli dalla Polonia, e il caffé. Il Papa aveva il dono dell'attenzione divisibile: in vacanza, mentre leggeva da solo un libro pesante, un'altra persona gli recitava qualcosa di leggero.

Nel film ci sono anche i momenti interessanti per gli appassionati dei misteri, per esempio quelli che riguardano gli esorcismi, di cui il piu' famoso ha avuto luogo in Piazza San Pietro: il Papa in vano esorciza una donna posseduta dal demonio. In fine le dice: "Domani celebrero una messa per te" - e la donna si calma subito. Un altro episodio insolito accadde a Ludźmierz, in agosto del 1963, durante la coronazione della statua della Madonna Ludźmierska, celebrata dal cardinale Stefan Wyszyński. Quando la scultura veniva spostata, dalle mani della Madonna é caduto lo scettro. Il cardinale Wojtyła ha fatto in tempo ad afferrarlo in volo. "Evidentemente la Santa Madonna vuole dividere con te il suo potere"- ha detto a proposito il cardinale Macharski.

Secondo un prete polacco del Vaticano - gli italiani, dopo la proiezione, hanno criticato il film di Pitera. Dice che confermano che il "Testimonianza" é un film commuovente, peró, ritengono che non introduce dei fatti nuovi. Non gli piace sopratutto la parte che parla di famiglia Dziwisz, perché - secondo l'etichetta vaticana - il Papa non dovrebbe guardare i materiali sulla famiglia di un cardinale.

L'Aula Paolo VI, con i suoi sette mila posti, ieri sera era riempita in gran parte. Tra l'altro c'erano presenti seguenti ospiti: Lech Wałęsa, Kazimierz Marcinkiewicz - uno dei primi ministri polacchi, padre Adam Boniecki - redattore capo del "Tygodnik Powszechny", Jolanta Kwaśniewska - la moglie dell'ex presidente polacco, e Zbigniew Boniek con consorte. Davanti al palcoscenico, dove era situato il grande schermo, si erano seduti tanti ufficiali della Chiesa - partecipanti al sinodo di vescovi e cardinali che si svolgeva in questi giorni al Vaticano.

Quando nell'aula é venuto il Benedetto XVI, la gente ha cominciato ad applaudirlo con le grida: "Viva il Papa!", salendo sulle sedie per poter fargli le foto. Il Papa si é accomodato sul trono, dal quale, dopo la proiezione, ha tenuto il suo discorso. Al testo preparato prima ha aggiunto alcune parole a vista che erano la prova della sua profonda commozione.

[pubblicato in: "Gazeta Wyborcza"]