Come e arrivato a lavorare al film Testimonianza?
La mia partecipazione al film e cominciata nell'estate del 2007, quando mi trovavo a Varsavia per un altro lavoro. In quel periodo il produttore si e rivolto a me proponendomi il ruolo del Narratore in un film su papa Giovanni Paolo II. Il mio lavoro doveva durare due settimane di riprese: una a Cracovia e una a Roma. In quel momento dovevo girare un altro film in Russia e Isreale; pero nella mia agenda ho trovato due settimane quasi interamente libere, proprio nei giorni in cui erano previste le riprese. Nella prima si incastravano i giorni fissati per le riprese a Cracovia e nella seconda quelle a Roma. Sembrava che fosse destino.
Lei crede nel destino?
Si, ci credo.
Che cosa c'era di interessante nella proposta?
Nella mia vita ho sempre imparato, mi piace venire a sapere continuamente qualcosa di nuovo. Sulla vita di Giovanni Paolo II sapevo cio che sanno tutti, in quanto e un personaggio conosciuto in tutto il mondo. Ho letto e sentito molte cose su di lui. C'erano tuttavia degli aspetti della sua biografia che non conoscevo per niente, come per esempio il periodo legato a Cracovia. La sua vita e un romanzo meraviglioso, la storia di un eroe, che si svolge su molti livelli. Mi ha molto colpito il fatto che i produttori avessero deciso di mostrare non solo il periodo cracoviano, ma anche gli avvenimenti legati a Roma. E non si trattava solo di Roma, ma del Vaticano. E della Capella Sistina. Il lavoro per creare tutte queste scene e stato un'esperienza straordinaria e un grande onore.
Che cosa ha scoperto sul Papa che prima non sapeva?
Quando si conosce la sua storia, l'uomo si rende conto della coerenza della sua biografia e della sua profonda umanita.
Non sono cresciuto in un paese comunista, ne ho soltanto letto. Se si colloca il personaggio di Giovanni Paolo II nella realta in cui e vissuto e cresciuto, il suo incredibile eroismo e la sua determinazione si rivelano in maniera ancora pi evidente.
Lei ha incontrato il cardinale Dziwisz ad un'udienza. Che ricordo ha?
L'incontro con il cardinale Dziwisz e stata una cosa straordinaria. Si sa che e un grande personaggio all'interno della Chiesa, ma quando si ha occasione di parlare con qualcuno a quattr'occhi lo si puo conoscere anche come persona. In un certo senso il cardinale Dziwisz e restato sempre sullo sfondo, era il segretario del Papa. Tuttavia il suo ritratto del Papa e molto pi dettagliato degli altri, perché il Cardinale ha avuto il tempo di conoscerlo bene. Lui ha visto tutto con i propri occhi. Ha avuto il privilegio di guardare il Papa da varie prospettive.
La capacita di Giovanni Paolo II di attirare migliaia di persone e attribuita alle sue capacita sceniche. Lei da attore cosa pensa di questo talento del Papa?
Karol Wojtyła ad un certo punto della sua vita voleva diventare un attore. Aveva capacita sceniche e carisma. Pero quello che era e cio che faceva come papa va oltre il semplice carisma scenico che ha un attore. Nel suo caso era qualcosa di molto pi profondo. La vita di un attore in gran parte si basa su una certa superficialita e sulla recitazione di diversi ruoli. Quando un ruolo finisce l'attore torna alla sua vita normale, di nuovo diventa sé stesso. Invece il Papa, durante tutti questi anni, ha avuto un io sempre coerente e chiaro.
Per di pi ha avuto una straordinaria forza persuasiva, che continua ancora a funzionare. Quando si e a Cracovia o a Roma e si parla con la gente, la sua presenza si sente ancora, anche se lui non e pi con noi. La gente ancora parla di lui.
Che emozioni le ha dato lavorare nella Capella Sistina?
Il lavoro davanti a una telecamera nella Capella Sistina e stato per me un privilegio straordinario. Mai una troupe cinematografica con un attore professionista aveva ottenuto il permesso per una cosa del genere. Ovviamente questo ha fatto s~ che io sentissi una grande responsabilita. Non volevo lanciarmi troppo avidamente a visitare la Cappella, ma d'altra parte non potevo neanche perdere una simile occasione. E stata una cosa meravigliosa.
Avevo gia visitato la Capella Sistina, ma sempre insieme a migliaia di persone. Grazie al fatto che ci siamo trovati nella Capella per qualche ora da soli, con l'aiuto delle luci addizionali, ho potuto guardare gli affreschi cos~ minuziosamente come nessun altro turista avrebbe potuto.
Ancora mi emoziona parlarne e penso che questa esperienza rimarra in me per sempre.
Che cosa le e rimasto impresso delle riprese a Cracovia?
A Cracovia abbiamo girato in una decina di posti, tra i quali alcuni dove normalmente non si permette alle cineprese di entrare. Ancora una volta mi sono sentito onorato di avere avuto la possibilita di poter lavorare in posti ai quali altre troupe cinematografiche non hanno avuto accesso. Mi ricordo un bella giornata, molto serena, in un paesaggio nevoso, quando abbiamo girato nel parco di Błonie. Allora mi sono immaginato come doveva essere questa enorme area quando si riempi di una folla di fedeli venuti per incontrare Giovanni Paolo II.
Come ricorda il suo soggiorno in Polonia?
Il grande vantaggio del lavoro di un attore e il fatto che si lavora in vari esterni e si possono visitare posti meravigliosi. In realta non si e tipici turisti, anche se la curiosita di un turista rimane. Un attore ha il privilegio di poter vedere posti ai quali un turista tipico non ha accesso. Quando lavora all'estero ha la possibilita di parlare con gli abitanti del posto, il che da una nuova prospettiva. Cos~ e successo in Polonia. Ci sono stato solo qualche giorno e vorrei tornarci per un periodo pi lungo.
Nella sua carriera lei ha lavorato con molte troupe cinematografiche di diversi paesi. Come si e trovato con una troupe polacca?
La troupe polacca e stata la peggiore con la quale abbia mai lavorato (ride). No, ovviamente sto scherzando. Scherzi a parte, il lavoro con la troupe polacca e stato un vero piacere. Tutto sommato parliamo tutti la stessa lingua, la lingua del cinema, anche se con accenti diversi. Grazie a Dio. Su tutti i set funziona cosi: quando il lavoro cominicia sono tutti estranei, ma alla fine generalmente si e amici. C'e la soddisfazione e il sollievo per aver portato il progetto alla fine, ma d'altra parte c'e un po' di malinconia perché ci si deve dire addio.
Alla prima rappresentazione del film in Vaticano probabilmente sara presente il Papa stesso. Che ne pensa?
Mi fa paura soltanto a pensarci. Se il film gli piacera, ne saro ovviamente felice.
Siccome ho avuto accesso a tutti i luoghi del Vaticano, vorrei che il film piacesse a quelli che in Vaticano hanno la propria casa. L'incontro con il Papa sarebbe per me una grande esperienza.