La sceneggiatura si appoggia semplicemente al libro o va oltre?
La sceneggiatura e ovviamente basata sul libro Una vita con Karol. Raramente tuttavia accade che un libro fornisca del materiale gia pronto per un film. In alcuni punti la nostra sceneggiatura va ben oltre il libro: racconta gli anni giovanili di Giovanni Paolo II, sui quali il testo diceva relativamente poco. Il film cerca di spiegare le scelte fatte dal Papa, mentre il libro sostanzialmente vi rinuncia. Mostra inoltre molti momenti della vita privata di Giovanni Paolo II, che non si ritrovano nel libro.
E andato a cercare altre fonti di ispirazione oltre al libro Una vita con Karol?
Naturalmente. Ho collaborato col giornalista e vaticanista Gian Franco Svidercoschi, le cui conversazioni con il cardinale Dziwisz costituiscono il libro Una vita con Karol. E un vero esperto della biografia di Karol Wojtyła, che comunque anch'io conosco bene. Abbiamo cercato di avere una visuale piu ampia possibile e di prendere informazioni da diverse fonti. Ci siamo basati sulle informazioni pubbliche e su alcuni lavori che esaminavano in dettaglio singoli periodi o singoli aspetti del pontificato di Giovanni Paolo II.
C'e una differenza fra questo film e i suoi lavori precedenti legati al Vaticano?
C'e una differenza sostanziale, legata alla formula filmica. Credo sia il primo film per il cinema che ha una forma paradocumentale. Nella nostra cinematografia abbiamo avuto quasi sempre a che fare con film di finzione narrativa. I lungometraggi di carattere documentario sono una minuscola percentuale della produzione in Polonia. Testimonianza e il primo tentativo di unire in un lungometraggio la forma del documentario con quella della fiction. Questi elementi sono soprattutto scene di para-finzione, che possono essere messe sotto l'etichetta "senza telecamera”, perché la telecamera poteva in effetti non esserci. Si tratta di quelle situazioni ricostruite molto precisamente sulla base del racconto del cardinale Dziwisz, pur sempre con una certa licenza poetica, mettendo delle virgolette intorno a quei fatti che ovviamente non possono essere riprodotti con una fedelta del cento per cento.
Ma allora questo film e piu un documentario o una visione artistica sceneggiata?
Né l'uno, né l'altra. Con nostro grande stupore e nata una forma del tutto nuova, nella quale non tutto era stato previsto fin dall'inizio. La forma del documentario sceneggiato, cosi come la si vede in questo film, si e cristallizzata durante il lavoro. Forse era proprio il racconto del cardinale a esigere una forma nuova, e cosi e stato.
Quali sono state le sue impressioni dell'incontro con il cardinale Stanisław Dziwisz nel film?
Anche se non e il primo cardinale col quale ho avuto modo di parlare, l'impressione e stata forte. Il cardinale Dziwisz e un eccellente conversatore: discreto, spiritoso, ma anche molto "cinematografico". Quello che racconta e il modo in cui lo fa si adatta benissimo al linguaggio filmico. L'incontro col cardinale e il piacere piu grande per un cineasta.
Come e stato il lavoro con Michael York, che ha recitato nel ruolo del Narratore?
Con York si lavora come con un professionista di Hollywood. E stata una collaborazione veramente creativa, un lavoro senza distrazioni, senza stress, indirizzato al bene del film e non alla confusione. Sono state ore molto preziose. Vale la pena ricordare che, a differenza di molti altri attori della "fabbrica dei sogni”, Michael York e un uomo estremamente colto, il che facilita il contatto con lui. Si e laureato in Storia della letteratura all'Universita di Oxford. Dopo gli studi ha recitato per sei anni Shakespeare in teatro e solo dopo i trent'anni ha iniziato la sua carriera cinematografica. E un professionista assoluto, e questo fa si che si concentra sul lavoro. Con lui non ci sono capricci o liti sul set. York non appare sui tabloid eppure e universalmente conosciuto. Il suo valore e di un livello diverso rispetto a quello dei giornali scandalistici e dei tabloid.
Testimonianza e un film per cattolici? Quali valori puo proporre a un laico?
Testimonianza e il racconto di tutta un'epoca nella storia della Polonia, dell'Europa e del mondo. E una storia del XX secolo che arriva agli inizi del XXI. Se un ateo o un agnostico rifiuta del tutto o in parte la questione della fede e del ruolo che in essa ha avuto Giovanni Paolo II, non puo tuttavia negare il valore di questo papa in un contesto storico e politico mondiale.
E impossibile non riconoscere l'importanza di questo pontificato per i cambiamenti avvenuti in Polonia e nel mondo. Una persona al di fuori della Chiesa, in coscienza, non puo negare il valore sociologico di Giovanni Paolo II come personaggio che con i suoi pensieri e le sue parole ha incantato le folle, né ignorare il significato che egli ha avuto per i cambiamenti sociali in questa parte d'Europa. La grandezza di Giovanni Paolo II si basa anche sul fatto che non possiamo limitare la sua azione al solo contesto religioso, né a un solo contesto. Il motore dell'azione del Papa era la fede e la missione a essa legata, ma il suo pontificato si muoveva su molti altri registri, dei quali non si puo dimenticare. La nostra testimonianza riguarda anche tutto questo. Il film non e un giornale religioso, ma un ritratto e un'analisi dedicata a tutti, spettatori e attori della storia di fine millennio, e anche ai nostri successori.