Da dove proviene l'idea, l'ispirazione di portare i racconti del cardinale Dziwisz sullo schermo?
L'idea e nata ancora prima della pubblicazione del libro. Quando ho mostrato le prime bozze agli amici ho subito sentito che si trattava di un libro preziosissimo. Il cardinale parlava di molte cose importanti che fino ad allora non sapevamo - al limite potevamo fare delle supposizioni. Fino a quel momento non c'erano informazioni di prima mano di chi ci potesse dire: "Si, ho visto: era cosi".
Il libro e privo di qualsiasi interpretazione o supposizione: esso contiene esclusivamente i fatti. Ha suscitato opinioni piene di entusiasmo, ma anche il sentimento che mancasse qualcosa: "E poco, si vorrebbe sapere di piu", si diceva.
Il libro, composto di 240 pagine, e per forza di cose solo un segnale, una prima scelta. Per quarant'anni ogni giorno il cardinale Dziwisz ha scritto una pagina sul suo taccuino. Sicuramente vi troveremmo abbstanza materiale interessante per poter far nascere Testimonianza parte II. Avevo appena finito la realizzazione dello sceneggiato I Segreti del Vaticano, una grande produzione televisiva.
Ho deciso di convincere il cardinale Dziwisz a girare un documentario con elementi di film a soggetto. Volevamo sviluppare alcuni intrecci presenti nel libro, ma anche parlare di fatti assolutamente sconosciuti - ce ne sono tanti. Giusto per non svelare niente del film dico solamente che alcuni di essi hanno un carattere addirittura sensazionale.
Quali impressioni ha avuto da quest'incontro cinematografico col cardinale Stanisław Dziwisz?
Conosco il cardinale da parecchi anni. Ci e voluto un certo lavoro da parte nostra per convincerlo a parlare di questi eventi. In Vaticano veniva chiamato "Stanisław il taciturno". Nei suoi colloqui con i giornalisti era secco e riservato. Invece fin dalle prime parole che dice in questo film (abbiamo registrato 30 ore di materiale) il cardinale parla come se da molti mesi si stesse preparando a farlo. Ogni termine e ponderato.
Non di tutti gli eventi riusciva a parlare con un freddo stile da cronaca. Apparivano emozioni molto forti, specialmente durante il racconto dell'attentato al Papa e degli ultimi momenti della sua vita. La troupe e uscita dal set con le lacrime agli occhi. Con queste 30 ore del materiale mi sono trovato davanti a un grosso dilemma. Il film dura un ora e mezza, la versione televisione e fatta di tre episodi da cinquanta minuti.
E il resto? Se gli altri materiali verranno chiusi negli archivi, sara una grande perdita. Sara la Curia di Cracovia a ricevere l'insieme dei materiali e potra utilizzarlo in futuro, per i posteri.
Un documentario con elementi di film a soggetto - perché tale formula?
Credo di conoscere su questo tema tutti i materiali filmici disponibili nei vari archivi del mondo; tuttavia nei racconti del cardinale ci sono molte tracce della vita di Karol Wojtyła che non sono mai state documentate con fotografie o filmati. Per tale ragione era necessario servirsi di un adattamento romanzato della storia.
La sua precedente esperienza vaticana si e rivelata in qualche modo utile durante il lavoro a Testimonianza?
Non avrei mai avuto il coraggio di realizzare questo film senza avere prima avuto un'esperienza di parecchi anni di lavoro in Vaticano e con la sua gente. Ho iniziato a conoscere quest'ambiente alla meta degli anni novanta. Ho girato tra l'altro un film sull'amicizia tra Giovanni Paolo II e Jerzy Kluger, un ebreo di Wadowice. Allora e cominciata la mia collaborazione permanente con il Vaticano. Per molti anni mi sono aggirato su temi legati al papa e al Vaticano. Penso di essere stato percepito come uno scrupoloso partner del Vaticano. E molto difficile entrarci, ma la fiducia, una volta guadagnata, non si perde cosi facilmente.
E stata proprio questa fiducia ad aprire tutte le porte. Un esempio? Abbiamo affidato il ruolo del secondo narratore, che lega in maniera epica i vari interventi del cardinale, ad un attore hollywoodiano, Michael York. In realta e vietato, nello Stato Pontificio, registrare scene con la partecipazione di attori. Non voglio rivelare tutti i dettagli: mi basta dire che grazie ai buoni rapporti e alla benevolenza vaticana siamo stati autorizzati a girare le scene con York.
Siamo potuti entrare con la cinepresa ovunque volessimo: nella Basilica di San Pietro e nei Giardini Vaticani.
Una volta abbiamo girato una scena in cui Michael York cammina per le Logge di Raffaello mentre, dietro la porta della camera in cui c'era la nostra troupe, stava lavorando papa Benedetto XVI. Per un altro film che abbiamo preparato in Vaticano nel 2005, era necessario fare alcune riprese nella Cappella Sistina. Abbiamo ottenuto un permesso per entrarci con le cineprese e tutta l'attrezzatura, quando normalmente e vietato scattare anche una singola foto!
Il Vaticano ha in un certo senso autorizzato il nostro film.
Il segno formale di questa approvazione e benevolenza e il fatto che il Vaticano e co-produttore del film Testimonianza.
L'ottima collaborazione con il Vaticano e oggi il mio capitale piu grande, sia come produttore che come uomo.